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SUMMARY:DAL RISCHIO ALLA PROTEZIONE: Percorso Integrato nel Paziente Nefro-Metabolico
DESCRIPTION:La crescente prevalenza sia del diabete mellito tipo 2\, che della malattia renale cronica rappresenta una delle principali sfide cliniche e organizzative per il sistema sanitario. Il paziente nefro-metabolico è oggi caratterizzato da un rischio cardiovascolare e renale estremamente elevato\, da una progressione spesso silente della malattia e da un’elevata complessità gestionale che richiede un approccio integrato e multidisciplinare.\nNegli ultimi anni\, l’introduzione di farmaci cardio-nefroprotettivi\, come Finerenone\, insieme alle terapie consolidate per il diabete e la MRC\, ha dimostrato di ridurre in modo significativo la progressione della malattia renale e gli eventi cardiovascolari nei pazienti con diabete e albuminuria. Tuttavia\, la trasposizione delle evidenze nella pratica clinica presenta criticità come: inerzia terapeutica\, timore di eventi avversi\, difficoltà di coordinamento tra specialisti e medicina territoriale\, variabilità nei percorsi assistenziali.\nIl progetto formativo nasce quindi dall’esigenza di favorire l’aggiornamento scientifico sulle più recenti evidenze terapeutiche nel paziente diabetico con CKD e albuminuria condividendo modelli organizzativi per affrontare le criticità e ottimizzare la terapia nefro protettiva promuovendo un’integrazione tra specialisti\, il tutto strutturato in due momenti un primo webinar focalizzato sull’inquadramento clinico\, sull’analisi dei gap e sulla definizione degli obiettivi\, seguito da un secondo evento residenziale dedicato al confronto operativo e alla multidisciplinarietà.\nL’obiettivo finale è tradurre le evidenze in pratica clinica\, migliorando la tempestività dell’intervento terapeutico\, l’appropriatezza prescrittiva e la protezione cardio-renale del paziente nefro-metabolico\, attraverso un modello condiviso\, replicabile e orientato agli outcome. \n  \nCON LA SPONSORIZZAZIONE NON CONDIZIONANTE DI : \n \n  \n  \n  \n  \n[vc_btn title=”Scarica la brochure” color=”primary” link=”url:brochure] \n 
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SUMMARY:GESTIONE DEL RISCHIO CARDIOVASCOLARE NEL PAZIENTE AMBULATORIALE
DESCRIPTION:Le più recenti evidenze della letteratura scientifica\, unitamente alle raccomandazioni delle principali società scientifiche internazionali\, riconoscono la malattia renale cronica (CKD) quale determinante indipendente e amplificatore prognostico del rischio cardiovascolare\, configurando un continuum fisiopatologico cardio-renale-metabolico ad elevata complessità clinica. \nIn tale contesto\, emerge la necessità di un modello assistenziale multidisciplinare e integrato\, orientato alla gestione sinergica delle interazioni tra scompenso cardiaco\, diabete mellito e disfunzione renale. \nIl presente programma formativo è rivolto al cardiologo clinico con l’obiettivo di implementare competenze avanzate nella prevenzione\, identificazione precoce e gestione del rischio cardiorenale\, attraverso l’impiego sistematico dei principali biomarcatori prognostici di danno renale: la velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) e il rapporto albumina/creatinina urinario (UACR). \nTali parametri rappresentano strumenti fondamentali per la stratificazione del rischio cardiovascolare e renale\, consentendo di identificare precocemente i pazienti con fenotipo ad elevata vulnerabilità clinica. \n  \n  \n  \nLa relazione bidirezionale tra patologia cardiovascolare e CKD è oggi ampiamente documentata: la compromissione della funzione renale non solo incrementa l’incidenza di eventi cardiovascolari maggiori\, ma contribuisce anche a una maggiore severità clinica\, a un aumento delle ospedalizzazioni e a una più rapida progressione della malattia. \nQuesto paradigma risulta particolarmente evidente nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e/o diabete mellito tipo 2\, nei quali l’alterazione dell’omeostasi cardio-renale-metabolica determina un significativo peggioramento prognostico e una crescente complessità terapeutica. \nL’introduzione di nuove strategie farmacologiche nefro- e cardioprotettive\, in particolare degli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2-inibitori)\, ha modificato in maniera sostanziale l’approccio terapeutico a questi pazienti\, dimostrando benefici trasversali sulla riduzione della progressione della CKD\, delle ospedalizzazioni per scompenso cardiaco e della mortalità cardiovascolare. \nTali evidenze consolidano ulteriormente il concetto di sindrome cardio-renale-metabolica come entità clinica unitaria\, che richiede percorsi diagnostico-terapeutici condivisi e personalizzati. \nIn questo scenario\, il cardiologo assume un ruolo centrale nella valutazione globale del paziente ad alto rischio cardiovascolare\, rendendo imprescindibile l’integrazione routinaria della valutazione nefrologica nella pratica clinica quotidiana. L’inclusione sistematica di eGFR e UACR nei percorsi di assessment consente una più accurata definizione del rischio residuo e favorisce interventi terapeutici tempestivi e mirati\, finalizzati non solo alla protezione cardiovascolare\, ma anche alla preservazione della funzione renale e al rallentamento della progressione della malattia sistemica. \n  \nCON LA SPONSORIZZAZIONE NON CONDIZIONANTE DI:
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SUMMARY:AMILOIDOSI TTR CM NELLA PRATICA CLINICA REALE. ALGORITMO DIAGNOSTICO –TRATTAMENTO - MARKER PROGNOSTICI
DESCRIPTION:L’amiloidosi cardiaca da transtiretina (ATTR-CM) rappresenta una condizione clinica complessa\, caratterizzata da una diagnosi spesso tardiva e da opzioni terapeutiche in continua evoluzione. \nNegli ultimi anni\, sono emerse nuove evidenze che sottolineano l’importanza di strategie diagnostiche avanzate e di trattamenti innovativi per impattare sul decorso della malattia e migliorare la gestione dei pazienti. \nIl corso è finalizzato a ridurre il ritardo diagnostico\, migliorare l’appropriatezza del percorso diagnostico-terapeutico da parte del clinico e standardizzare la presa in carico del paziente con amiloidosi cardiaca da transtiretina all’interno delle unità di Cardiologia. \n  \n[vc_btn title=”Scarica la brochure” color=”primary” link=”url:brochure] \n[vc_btn title=”Iscriviti” color=”primary” link=”url:registration.infocongress.it/Login.asp?IDcommessa=2026GICO033&Lang=IT|target:_self”]
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LOCATION:Villa de Grecis\, Via delle Murge\, 63\, Bari\, BA\, 70124\, Italy
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SUMMARY:SPARTA-CKM - Strategies for Personalized Assessment of Risk and Therapy in ASCVD &/or Cardio-Kidney-Metabolic syndrome
DESCRIPTION:La crescente prevalenza del diabete mellito di tipo 2\, dell’obesità\, della malattia renale cronica e delle patologie cardiovascolari impone un’evoluzione dei tradizionali modelli assistenziali verso un approccio realmente integrato cardio-nefro-metabolico. Queste condizioni\, infatti\, condividono molteplici fattori di rischio e meccanismi fisiopatologici\, si influenzano reciprocamente e concorrono ad aumentare in maniera significativa la probabilità di eventi cardiovascolari maggiori\, progressione del danno renale\, scompenso cardiaco e mortalità. \nNegli ultimi anni\, la disponibilità di nuove opzioni terapeutiche ha profondamente modificato la gestione del paziente ad alto rischio. Farmaci inizialmente sviluppati per il controllo glicemico\, quali gli agonisti recettoriali del GLP-1 e gli inibitori di SGLT2\, hanno dimostrato benefici che superano la semplice riduzione dell’emoglobina glicata\, estendendosi alla protezione cardiovascolare\, renale e metabolica. In tale contesto\, semaglutide\, dapagliflozin ed empagliflozin rappresentano strumenti fondamentali per una strategia terapeutica personalizzata\, orientata alla riduzione del rischio globale e non più esclusivamente al controllo dei singoli parametri clinici. \nParallelamente\, il raggiungimento dei target lipidici continua a rappresentare un obiettivo essenziale nella prevenzione cardiovascolare\, soprattutto nei pazienti con ASCVD manifesta\, diabete o rischio molto elevato. Nonostante l’impiego delle statine e dell’ezetimibe\, una quota significativa di pazienti rimane al di sopra dei valori raccomandati di colesterolo LDL oppure presenta problemi di tollerabilità.  \n  \nL’approfondimento del ruolo di evolocumab e dell’acido bempedoico consente pertanto di affrontare il tema dell’intensificazione terapeutica\, della gestione dell’intolleranza alle statine e della riduzione del rischio cardiovascolare residuo. \nLa disponibilità di terapie efficaci non si traduce tuttavia automaticamente in un loro impiego appropriato e tempestivo. Nella pratica clinica persistono differenze tra i Centri\, inerzia terapeutica\, sottoutilizzo dei trattamenti innovativi\, difficoltà organizzative e disomogeneità nell’applicazione delle raccomandazioni. A ciò si aggiunge un utilizzo ancora non sistematico degli strumenti di stratificazione e monitoraggio\, quali score di rischio\, biomarcatori\, valutazione della funzione renale\, ecocardiografia avanzata\, FIB-4 ed elastografia epatica per l’inquadramento della MASLD. \nIl percorso articolato di questa FAD nasce con l’obiettivo di integrare l’aggiornamento scientifico con l’analisi della pratica clinica reale. Le relazioni\, e le conseguenti discussioni\, accompagneranno progressivamente i partecipanti all’identificazione del paziente ad alto rischio e alla scelta della terapia più appropriata\, alla valutazione della protezione cardio-renale più aggiornata e alla gestione della dislipidemia\, fino al monitoraggio del follow-up e alla costruzione di percorsi multidisciplinari condivisi. Particolare attenzione sarà dedicata alla corretta selezione dei pazienti\, alle indicazioni prescrittive\, alla sequenza e combinazione delle terapie e alla valutazione dell’aderenza e della persistenza nel tempo. \nAttraverso il confronto tra Centri Clinici\, la discussione di casi clinici e la condivisione delle esperienze maturate nei Centri partecipanti\, il programma formativo mira a trasformare le evidenze scientifiche in comportamenti assistenziali concreti e misurabili. La finalità è ridurre le disomogeneità territoriali\, contrastare l’inerzia terapeutica\, incrementare il raggiungimento dei target raccomandati e promuovere una gestione coordinata tra cardiologi\, diabetologi\, nefrologi\, internisti ed epatologi. \nLa FAD si configura\, pertanto\, non come singolo evento di aggiornamento\, ma come tappa di un percorso continuo di formazione\, verifica e miglioramento della qualità\, coerente con la metodologia del progetto formativo SPARTA-CKM\, orientato alla costruzione di una rete medica assistenziale interregionale stabile\, omogenea e centrata sui bisogni del paziente cardio-nefro-metabolico. \n  \n[vc_btn title=”Scarica la brochure” color=”primary” link=”url:brochure] \n[vc_btn title=”Iscriviti” color=”primary” link=”url:www.infocongress-storico.it/Home/NewCoursePage/sparta-ckm-strategies-for-personalized-assessment-of-risk-and-therapy-in-ascvd-or-cardio-kidney-metabolic-syndrome|target:_self”] \n  \n \n  \n  \n  \n  \n 
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SUMMARY:HEART FAILURE COMO-LECCO 2026 – UPDATE E PROSPETTIVE CLINICHE
DESCRIPTION:Lo scompenso cardiaco rappresenta la seconda causa di ospedalizzazione in Italia. Negli ultimi decenni\, le terapie farmacologiche e non farmacologiche hanno permesso di ridurre drasticamente sia il rischio di ospedalizzazione che la mortalità\, sebbene quest’ultima rimanga ancora paragonabile\, e in alcuni casi peggiore\, a quella di alcuni tumori.\nIl controllo dei fattori di rischio è il primo passo per prevenire lo sviluppo delle patologie cardiovascolari\, in particolar modo dello scompenso con frazione d’eiezione preservata per il quale si sono fatti importanti passi avanti nel trattamento. \nDi rilevante importanza per la cura dei pazienti con scompenso cardiaco\, è anche il trattamento non farmacologico. In particolar modo il riconoscimento dei pazienti che possono beneficiare maggiormente del trattamento percutaneo dalle valvulopatie rappresenta un punto cruciale per ottenere i maggiori benefici da tale terapia. \nLa morte cardiaca improvvisa è un altro aspetto di fondamentale importanza. Un’analisi a 360 gradi del paziente (oltre la funzione sistolica del ventricolo sinistro) permette di individuare e salvare pazienti che\, fino a qualche anno fa\, sarebbero stati esclusi dall’impianto di defibrillatore. \n  \n  \nScompenso cardiaco vuol dire anche cardiomiopatie\, la cui diagnosi e il trattamento sta entrando sempre più nella pratica clinica quotidiana grazie anche allo sviluppo di terapie che impattano non solo sulla qualità della vita ma anche su ospedalizzazione e mortalità. Il riconoscimento delle red-flags è di fondamentale importanza per ridurre il timing della diagnosi e del trattamento. \nIl congresso Heart Failure Como-Lecco mette sotto la lente d’ingrandimento ogni aspetto legato al mondo dello scompenso cardiaco\, trattando le novità in campo diagnostico e terapeutico\, proveniente dalle recenti linee guida e trials più importanti.\nUn congresso con lo scopo di stimolare la discussione e il confronto tra le diverse figure coinvolte. \n  \n[vc_btn title=”Iscriviti” color=”primary” link=”url:registration.infocongress.it/Login.asp?IDcommessa=2026VACA028&Lang=IT|target:self”] \n[vc_btn title=”Scarica la brochure” color=”primary” link=”url:brochure]
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