NEW ORCHESTRATOR: Cuore, Rene e Metabolismo….La sfida clinica che cambia la storia del paziente

La gestione del paziente affetto da sindrome Cardio-Reno-Metabolica (CRM) rappresenta oggi una delle sfide assistenziali e terapeutiche più complesse per il Servizio Sanitario Nazionale. L’iperglicemia, l’ipertensione arteriosa e la dislipidemia non possono più essere considerate o trattate come entità cliniche isolate, bensì come componenti interconnesse di un unico network fisiopatologico, in cui il danno d’organo accelera progressivamente la morbilità e la mortalità del paziente fragile.
In questo scenario, la medicina d’iniziativa sul territorio e l’attività della specialistica ambulatoriale devono superare la vecchia logica della gestione “a silos”. L’evidenza clinica dimostra che l’identificazione precoce di marker di sofferenza d’organo – in particolare il tasso di filtrazione glomerulare (eGFR sotto i 60 ml/min) e la presenza di albuminuria (UACR) – deve guidare l’introduzione tempestiva di terapie con comprovato effetto di cardio-nefroprotezione.
La vera rivoluzione terapeutica è rappresentata dagli SGLT2 inibitori (SGLT2i). Nati come farmaci per il controllo glicemico, gli SGLT2i hanno riscritto la storia della medicina dimostrando benefici emodinamici e di protezione d’organo a lungo termine che prescindono dalla presenza del diabete. A questa innovazione si affianca oggi la necessità di colpire precocemente e in modo aggressivo il colesterolo LDL nel paziente CRM ad alto rischio, sfruttando la potenza e la stabilità biologica degli anti-PCSK9 per favorire la stabilizzazione e la regressione della placca aterosclerotica.
Tuttavia, l’efficacia di queste terapie avanzate dipende strettamente dalla sicurezza clinica globale del paziente. All’interno di una gestione integrata in un’unica struttura, l’ambulatorio di cardiologia e l’ambulatorio di diabetologia e nefrologia devono interfacciarsi costantemente con il Centro TAO/DOAC. La stabilità della funzione renale assicurata dagli SGLT2i agisce infatti come uno “scudo” per la via di eliminazione degli anticoagulanti orali diretti (DOAC), minimizzando il rischio emorragico da accumulo e garantendo la continuità terapeutica in totale sicurezza.
Questo evento formativo si propone di analizzare la metamorfosi storica e scientifica degli SGLT2i e dei target lipidici, declinandola nella pratica quotidiana del polo multidisciplinare. Il percorso non si esaurisce nelle sessioni frontali, ma si estende sul territorio attraverso un progetto pilota di Real-Life Audit. Al termine del convegno, i partecipanti saranno coinvolti in una survey clinica sul campo della durata di 3 mesi, volta a monitorare l’applicazione dei protocolli condivisi, l’andamento dei KPI biologici (eGFR, UACR, LDL) e l’efficacia dell’integrazione specialistica sul paziente CRM reale.